|
Il 22 gennaio scorso, CISL e UIL hanno siglato non solo il contratto secondo biennio economico (sul quale si è svolto il REFERENDUM FLC CGIL) ma anche l’accordo sulle nuove regole contrattuali.
Si è trattato di un fatto di assoluta gravità, che destabilizza il sistema delle regole nelle relazioni sociali, poiché si afferma un modello di sindacato esterno ai luoghi di lavoro, trasformandolo in un semplice gestore di servizi.
A fronte della crisi economica più pesante degli ultimi anni, con ripercussioni fortissime sull’occupazione di uomini e donne, molti dei quali con contratti precari e privi di ammortizzatori sociali, con la chiusura di moltissime realtà produttive (nell’industria e nei servizi), con l’aumento impressionante del ricorso alla cassa integrazione e con la riduzione pesantissima dei salari e delle pensioni, si sono divise le forze sociali.
La CGIL ha detto no all’accordo separato sugli assetti contrattuali perché non tutela i salari, indebolisce il Contratto Collettivo nazionale di Lavoro, limita l’autonomia contrattuale ed il diritto allo sciopero.
L’accordo separato, così come elaborato, non produce universalità del modello contrattuale (e quindi universalità dei diritti), ma accentua ancor più le differenze tra pubblico e privato.
Contro l'accordo separato la CGIL ha indetto un REFERENDUM tra i lavoratori e le lavoratrici.
Il referendum sulla riforma della contrattazione promosso dalla Cgil durerà fino al 27 marzo.
Oltre che nei posti di lavoro, è possibile votare anche nelle Camere del Lavoro e in numerose sedi territoriali Cgil.
In allegato oltre all'elenco dei seggi aperti nella regione FVG , è pubblicata anche una dettagliata analisi dell'accordo separato sul modello contrattuale, non firmato dalla Cgil.
|